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Spettacoli

Duo Moustaches - due voci e una chitarra per Georges Brassens e Gianmaria Testa

Georges Brassens,  (22.10.21 –29.10.1981)

Scrittore, poeta, musicista, "chansonnier", autentico e originale, dissacrante e ironico, l’ultimo dei troubadours, (menestrelli) uno degli artisti più amati del patrimonio culturale francese. Per tutta la vita Brassens esprimerà, con l'irriverenza delle sue canzoni, la sua volontà di lottare contro l'ipocrisia della società e le convenzioni sociali, prendendo posizione in favore degli emarginati.

Fabrizio de Andrè ha tratto da lui profonda ispirazione, traducendo fra le altre "Il Gorilla" (Le Gorille), "Morire per delle idee" (Mourir pour des idées), "Marcia nuziale" (Marche nuptiale) e "Nell'acqua della chiara fontana" (Dans l'eau de la claire fontaine")…

 

Gianmaria Testa  (17.10.58 – 30.03.2016)

La Francia, Paese che ha inventato lo sciovinismo, di fronte ai suoi primi concerti all’Olympia di Parigi, riconobbe la sua grandezza, tanto da battezzarlo chansonnier. Praticamente sconosciuto, se non addirittura snobbato in patria, Il 20 febbraio 2002 il successo decretato dai francesi gli è valso il Cavalierato!  Chevalier dans l’Ordre des Arts et des Lettres.

Raffinato musicista dalla linfa poetica affilata, tagliente, insieme burbera ed emozionata. Bellissima. Un grande artista che vale la pena conoscere meglio.

 

 

Le Passanti

La nostra storia comincia da lontano, con una poesia. “A une passante” di Charles Baudelaire…..1860. Questa poesia ha ispirato circa cinquant’anni dopo, un soldato francese, Antoine Pol, aspirante poeta che combatté nella "grande guerra"; la intitolò Les passantes, (le passanti) e faceva parte della raccolta Émotions poétiques.

E’ il caso  che ha voluto che questa poesia diventasse così famosa. Nella primavera del 1944, un ragazzo di 23 anni che viveva nella Parigi occupata dai nazisti, nella più nera povertà, scovò per caso questo libro su una bancarella del Mercato delle pulci di Vanves. Il ragazzo si chiamava Georges Brassens.

 

Un altro sguardo

Il tema proposto è l’interculturalità, per promuovere la  “conversazione del genere umano”.  

Il progetto nasce da due incontri: con Giuseppe Cognetti, (docente di Storia della Filosofia e Filosofia Interculturale Contemporanea all’Università di Siena), e con Giscard Kevin Dessinga, scrittore e drammaturgo congolese, Francescano, autore del libro “Cosa manca realmente all’Africa”, che lui stesso ha presentato quattro anni fa a Santarcangelo di Romagna. Cognetti sostiene che “…senza il dialogo, senza il superamento dell’individualismo, senza l’ascolto “imperativo”, come lo ha chiamato Raimon Panikkar, degli “altri”, dei loro valori e delle loro idee, spesso incompatibili coi nostri attuali miti (Mercato, Sviluppo, Tecnologia), non solo non costruiremo pace e giustizia, ma rischiamo la distruzione dell’homo sapiens…”. Dessinga, dal canto suo, analizza con passione e coraggio quello che “realmente manca all’Africa, “…perché altrimenti la parabola africana sarebbe una storia raccontata da un pazzo in un mondo di pazzi... Il vero desiderio di cambiare spesso non esiste che a parole, perché non si ha il coraggio di pagarne il prezzo.”

Non potevano mancare le testimonianze di due instancabili viaggiatrici, Angela e Elena Pischedda. Il tutto magistralmente accompagnato dai “suoni e vibrazioni” di due valenti musicisti, Danilo Rinaldi e Fabio Mini.

L'ultimo treno

Traduzione e libera elaborazione de “L’ultim trèn” di Maria Mercé Roca a cura di Lucie Ferrini

In scena una banale crisi di coppia, dalla trama intensa e appassionata.

Faccia a faccia di due vite che si credevano unite, ma che nel loro tormento intimo non trovano un porto sicuro, il loro. Voci possenti e sincere che si oppongono nel momento in cui passa un ultimo treno che non si può mancare.

Offre tanti tanti punti di vista in constrasto fra loro.

Difficile resistere alla tentazione di avanzare giudizi per focalizzarsi sulle varie forme delle nostre tante fragilità e sull'importanza dei ruoli.

 

Indimenticabli - il 30 dicembre per la mia festa di compleanno!

Cosa hanno in comune questi tre artisti? Il loro Pathos e la mia passione per loro.

Questo omaggio rappresenta “un aperçu” del recital che ho dedicato ad ognuno di loro negli ultimi anni.  È stato doloroso tagliare!

Edith: nulla sarà mai nella norma nella vita tumultuosa di Edith Giovanna Gassion. Figlia della strada, partorita da una madre poco accogliente, cantante di strada pure lei mentre il padre è al fronte, la sua vita di bambina e adolescente sarà quella itinerante, nomade, povera e incerta della gente del circo e della prostituzione. Poi, canterà principalmente l’amore.

Rino: Una delle prime esigenze di Rino cantautore è parlare del suo sud, quello incagliato nel cuore, presente nel sanguigno amore per la madre e la famiglia, quello che lo fa comunque sentire diverso dai compagni di bevute al bar e dagli amici nottambuli romani.

Non aveva bisogno di trucchi particolari, poteva esibirsi voce e chitarra con i crismi della più cantautorale sacralità, e cantare quasi piangendo di dolore. Quello che a lui interessava era che fosse comunque un momento teatrale. Coi suoi testi dalla sottile e pungente ironia, pieni di metafore e arguti doppi sensi, denuncia corruzione ed emarginazione.

Gabriella: raccontare Gabriella Ferri non si può. Lei lo ha fatto da sola… ogni giorno della sua vita con i suoi appunti, i suoi discorsi, le sue poesie. Per conoscerla davvero basterà leggere il suo diario, album mirabilmente curato da Pino Strabioli, suo amico fraterno, che contiene ai suoi disegni, i suoi pensieri - anche manoscritti – i suoi autoritratti, le sue Madonne (prefazione di Renato Zero e una poesia di Alda Merini). Gabriella ha privilegiato la canzone popolare, anche lei con uno spiccatissimo senso teatrale.

 

Gabriella Ferri Sempre

RECITAL DEDICATO A GABRIELLA

 Questo recital, denso di emozioni, che dà voce ad una Gabriella per lo più sconosciuta è costruito non solo alle attorno alle canzoni che lei ci ha regalato,  ma,  come ha voluto farcela conoscere suo figlio Seva e tramite il commovente Diario, “curato” con grande amore da Pino Strabioli , ci fa ritrovare o conoscere Gabriella pittrice, poetessa, filosofa, scultrice, mamma.

La Môme

Recital Omaggio a Edith Piaf 

 Un omaggio alla vita e alle canzoni di una autentica, inimitabile ed indimenticabile artista che ancora oggi ci emoziona. Un Recital in pieno stile francese, dove tra nozioni sulla sua vita si alterneranno i sui brani recitati in italiano e cantati in Francese.

Parigi,  “les années folles”, che vanno dal 1920 al 1929, hanno visto nascere nuove forme di intrattenimento, come il cabaret, il can-can e il cinema, l'impressionismo,  l'Art Nouveau; dall’America è arrivato il jazz!

Parigi è l’epicentro di questo effervescente fremito gioioso e festoso, malgrado la miseria imperante.

Per strada, fra numerose “gueulantes”, una bambina di 8 anni, con voce vibrante, dal timbro rauco e caldo insieme, canta la marsigliese, per raggranellare con il padre saltimbanco, qualche spicciolo. La prima guerra mondiale è finita da poco e  il pubblico ammutolisce e la riempie di monetine, è il 1923.

Jean Cocteau, ascoltandola dice: “è una voce che esce dalle viscere, che la abita dai piedi alla testa, che sviluppa un’onda alta di velluto nero”. Si chiama Edith. 

Ideazione e voce Lucie Ferrini, alla fisarmonica Gildo Montanari.

 Danzatori: Gilberta Gaviani e Giuseppe Scandiffio.

 

 

Tributo a Rino Gaetano

Per chi lo ha apprezzato fin dai tempi di “Mio fratello è figlio unico”, dove interpreta in modo sublime, con voce roca e sofferta, la solitudine e l’emarginazione, Rino è ancora vivo, perché attualissimo.

Freddie Del Curatolo scrive delle sue liriche e della sua vita con autentica passione: “Sceglie di offrirci la sua visione delle cose, ma avrebbe potuto esprimersi come romanziere, attore, giornalista e, se proprio avesse deciso di fuggire dalla realtà, sarebbe diventato un matematico, tanta la sua passione per i numeri, i calcoli, le statistiche. Se altresì si fosse abbandonato alla pura strafottenza sarebbe stato un gran comico, un cabarettista dalla vena surreale e dalle stoccate intelligenti”.

 Un tributo commosso e dovuto ad un Rino Gaetano intimista e poco conosciuto, alquanto lontano da “Gianna”.

Cumè Cagliostro

L’emigrazione al femminile attraverso la storia della mitica “Paolina”, della sua famiglia, dei suoi vicini, delle sue galline!

Un viaggio con Paolina, romagnola emigrata in Francia, emblema di sé stessa e di un mondo che racchiude una saggezza ma anche una "follia" popolare sana, bella, che sta decisamente scomparendo o forse è già scomparsa.

Recital in italiano, dialetto e francese, costruito attorno ai pensieri, ai sapori, profumi, e note di …nostalgia dei nostri nonni e genitori che hanno dovuto lasciare la loro terra. A sottolineare il percorso, con leggerezza, cante popolari e non, filastrocche, canzoni d’autore francesi, poesie ….

Ideazione e voce Lucie Ferrini  -  alla fisarmonica Gildo Montanari.

 

Per troppa vita che ho nel sangue

VIAGGIO NELL'INTENSITA' DELLA "PAROLA" E NELLA FIGURA DI ANTONIA POZZI.

Letture a cura di Annalisa Teodorani e Lucie Ferrini

"Vivo della poesia come le vene vivono del sangue".

Da questo enunciato di grande forza, uno dei versi più significativi di Antonia Pozzi, siamo partite alla riscoperta della figura tragica ed eroica di una poetessa che ha attraversato il suo tempo e le sue emozioni, traducendole in Parola, senza sconti a sé stessa e al mondo che la circondava quasi "per troppa vita che aveva nel sangue". 

Letture condotte sui testi della poetessa e sulle biografie, bellissime, di Alessandra Cenni e Graziella Bernabò.

Il regista Ferdinando Cito Filomarino le ha dedicato un film, “Antonia” uscito il 19 febbraio 2016.

Antonia viene finalmente ricollocata nella letteratura italiana, nel posto che le compete e che fino a poco tempo fa non le era stato riconosciuto.

 

La chanson française

RECITAL

Che fermento nella Parigi del dopoguerra, in tutti i campi: nella pittura, nella poesia, nella musica.

Facciamo insieme un giro nei bistrots di Montmartre, di St. Germain-des-Prés, di Pigalle con alcuni personaggi, perché si tratta proprio di personaggi, che hanno respirato la stessa aria, quella della Parigi bohémienne e esistenzialista: Aznavour, Bécaud, Bourvil, Brassens, Brel, Gréco, Montand, Piaf, Trénet,

Voce: Lucie Ferrini 

 

RRR come Rabbia

Quel bicchiere di veleno che bevi un po’ tutti i giorni, sperando che muoia l’altro…

Lettura di storie vere dell’Italia fragile, a cura di Lucie Ferrini e Anna Matassini.

Ideazione Lucie Ferrini.

Oggi più che mai le parole non devono stare chiuse nei libri, soprattutto quando si può dare voce ad almeno alcune delle testimonianze raccolte in giro per l’Italia, da Concita de Gregorio, che compongono il ritratto corale di un Paese disorientato, in cui rabbia e frustrazione possono trasformarsi in malattia sociale o in vento di cambiamento.

 

 

Le Passanti

Riflessi di donna nella poetica di Brassens e De Andrè

Una storia che viene da lontano e che si dipana con profonda leggerezza nei vicoli ancestrali e misteriosi dei nostri paesaggi interiori. Due donne si incontrano in un caffè dall’atmosfera parigina per due chiacchiere mentre ascoltano musica bevendo un bicchiere di vino. Una poesia raccontata da uno dei musicisti, cattura la loro attenzione: si tratta di A une passante di Charles Baudelaire.

Inizia così “Le passanti” un viaggio poetico nella musica e nelle storie di “gente per male” di due grandi autori del nostro tempo: Georges Brassens e Fabrizio De Andrè.

Il filo conduttore è la donna, riflessa nel loro sguardo originale e dissacrante e nei loro archetipi Le Passanti… donne che passano, lasciando al mondo “gocce di splendore, umanità e verità”.

 

Cogli la mia Rosa

AVESSI VENT'ANNI DI MENO...

Recital (pensieri ironici e non, poesie, canti)

...“Saturno è un Dio taciturno che presiede alle cose del tempo; ha un bel nome ma è un Dio inquietante. Si diverte a metter sotto sopra le rose, ammazza il tempo come può…” (Georges Brassens)

“…Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. È la primavera a novembre. Quando meno te l'aspetti”... (Jack Folla)

O V V E R O   L A   M E N O P A U S A   T R I O N F A  LE !

  

La Regina Grimilde - La Topastra

Il graffiante umorismo di Stefano Benni.

Un’ occasione al femminile per riflettere e ridere sul coraggio della donna nell’affrontare con ironia temi universali quali l’ambiente, la sessualità, il disagio giovanile, la vecchiaia, il razzismo, l’emarginazione…